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Probiotici e prebiotici. Cosa sono e i loro benefici.

Abbiamo affrontato negli articoli precedenti l’importanza dell’intestino e della sua flora batterica,ora ci avventuriamo nel mondo dei probiotici, largamente utilizzati e in grado di supportare la salute immunitaria nella zona più importante del nostro organismo deputata a tale compito, ossia l’intestino !

In passato con il termine “Fermenti lattici“ si raggruppavano prodotti contenenti microrganismi vivi da assumere con la finalità di reintegrare o modificare la microflora intestinale.

I fermenti lattici sono dei batteri che svolgono un’azione enzimatica trasformando uno zucchero, che utilizzano per nutrirsi, in acido lattico.

I fermenti lattici che vengono comunemente consumati insieme agli alimenti fermentati che li contengono (yogurt) sono il Lactobacillus bulgaricus e lo Streptococcus thermophilus, ma i due fermenti presenti all'interno di tali prodotti non sono di origine umana per cui non svolgono alcun ruolo benefico per l'organismo, perché muoiono appena entrano in contatto con i succhi gastrici non sopportandone l' acidità.

Secondo le linee guida della FAO/OMS, sono definiti Probiotici solo quei microrganismi che si dimostrano in grado, una volta ingeriti in adeguate quantità, di esercitare funzioni benefiche per l' organismo.

All'interno del "classico" yogurt esistono batteri vivi, ma non vitali, cioè incapaci di riprodursi nell'intestino, nello specifico come abbiamo detto ,lo yogurt, anche definito latte acido, è ottenuto innestando Streptococcus thermophilus e Lactobacillus bulgaricus, pertanto non lo possiamo considerare un probiotico e usarlo in sostituzione dei così detti Fermenti lattici venduti in farmacia.

Si differenziano dallo yogurt classico invece i prodotti fermentati addizionati di microrganismi "probiotici" e cioè Bifido bacterium bifidum e Lactobacillus acidophilus, che sono particolarmente efficaci contro i patogeni intestinali.

Non bisogna dunque confondere i comuni yogurt con i probiotici, poiché alla base della produzione si impiegano batteri diversi.

I prodotti fermentati arricchiti con batteri probiotici rappresentano una categoria di functional food (alimenti funzionali) di estremo successo e interesse.

Le piccole bottiglie contenenti bevande ad uso giornaliero, producono un mercato annuale di 1000 milioni di kg e 1.2 miliardi di euro nella sola Europa (Buss, 2012).

Vediamone alcuni esempi:

Specie Nome Commerciale ( brand)
Lactbacillus Casei Actimel®
L. Casei Yakul®
L. Plantarum Pro Viva®
L. Rhamnosus ActifitPlus®, Gefilus®, LGG®
L. Johnsoni LC1®
Donna che beve probiotico

Oggi, i fermenti lattici in commercio, venduti come integratori, sono indicati come probiotici.

II termine "probiotico”, deriva dal greco e significa "utile alla vita" e questi possono contenere una o più specie di batteri, frequentemente Lactobacilli e/o Bifidobacteri per lo più in associazione con gli altri batteri componenti della normale flora intestinale o, meno requentemente, con lieviti come il Saccaromyces.

Considerando dalle Linee guida del Ministero della Salute la definizione di Probiotico:
Microrganismi vivi e vitali che conferiscono benefici alla salute dell’ospite, migliorandone l’equilibrio microbico intestinale, quando consumati, in adeguate quantità come parte di un alimento o di un integratore.

E importantissimo affinché i fermenti lattici siano considerati Probiotici, che soddisfano alcune condizioni:

  • Essere sicuri per l’impiego nell’uomo.
  • Arrivare attivi e vitali all'intestino.
  • Insediarsi ed essere in grado di colonizzare l’intestino (sopravvivendo all'ambiente acido dello stomaco ed ai sali biliari nella prima parte dell'intestino).
  • Influenzare positivamente la flora intestinale contrastando i batteri pericolosi.
  • Contribuire a favorire le difese immunitarie.

Molto importante è l’aspetto della colonizzazione affinché il prodotto sia efficace !

La quantità minima sufficiente per ottenere una temporanea colonizzazione dell’intestino da parte di un ceppo di fermento lattico è di almeno 109 cellule vive per ceppo e per giorno.

Pertanto la porzione di prodotto che sia in capsule o bustine o flaconcini, raccomandata per il consumo giornaliero deve, quindi, contenere una quantità pari a 109 cellule vive per almeno uno dei ceppi presenti nel prodotto.

La quantità di cellule vive presenti nel prodotto deve essere riportata in etichetta e deve essere garantita, alle modalità di conservazione suggerite, fino al termine della shelf-life ossia data di scadenza !

Dott.ssa Katia Lanzone

15/09/2017


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